Bilancio della legislatura

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Silva Semadeni, Consigliera nazionale PS/GR

Bilancio personale della legislatura 2011 – 2015

Dal 2011 al 2015 il Parlamento ha trattato numerosi temi e operato tante scelte politiche. I singoli membri dei due Consigli partecipano a tutte le decisioni. Non tutti gli oggetti in discussione si conoscono però in tutti i dettagli. Per questo è fondamentale il lavoro del proprio Gruppo parlamentare, dove i membri delle rispettive commissioni e vari specialisti approfondiscono le questioni e le illustrano agli altri membri del Gruppo prima delle votazioni in Parlamento. Per tutti quei temi che sono stati trattati dalle commissioni a cui io non appartengo e che per questo non ho affrontato direttamente rimando a un primo bilancio del PSS e al programma socialista per la legislatura 2011-2015 (purtroppo solo in tedesco: http://www.sp-ps.ch/de/publikationen/medienmitteilungen/sp-fraktion-zieht-positive-zwischenbilanz-zur-legislaturmitte. Le mete per la prossima legislatura si trovano qui: http://www.sp-ps.ch/de/themen).

Quale membro della Commissione ambiente, pianficazione del territorio e energia (CAPTE) mi sono occupata in dettaglio di queste tematiche, che corrispondono anche ai miei particolari interessi quale presidente di Pro Natura (CH) e rappresentante di un Cantone alpino, per il quale la natura e il paesaggio costituiscono il vero capitale dei suoi tre principali settori economici (turismo, agricoltura, energia idraulica).

 

  1. Con il sostegno del popolo

Spesso cittadini e cittadine hanno più comprensione per la natura e l’ambiente del Parlamento! Ecco quindi dapprima le pietre miliari fissate dal popolo in questi quattro anni. Per queste mete mi sono impegnata a fondo prima e durante la campagna precedente il voto popolare.

 

Sì all’iniziativa sulle residenze secondarie
Da anni lavoro per il mantenimento di un paesaggio curato e contro la speculazione edilizia (esempio: le due iniziative comunali contro il villaggio turistico di Millemorti, accettate dalla popolazione poschiavina nel 1983 e nel 1987). Poiché il Parlamento non voleva adottare misure più incisive per la salvaguardia del paesaggio ho sostenuto l’iniziativa Weber contro le residenze secondarie. Vari comuni registrano quote di residenze secondarie del 75%! Si parla allora di “villaggi-fantasma”, di “letti freddi” riscaldati solo poche settimane all’anno. In cambio sono spariti vari alberghi, dove a differenza delle residenze secondarie si genera di giorno in giorno un importante indotto economico per la regione. L’eccesso di residenze secondarie non deturpa solo l’ambiente e corrode l’attrattività delle regioni turistiche, ma fa aumentare anche il prezzo delle case, dei terreni e di conseguenza degli affitti. Per la popolazione residente diventa difficile, se non in alcuni casi impossibile, trovare un’abitazione. Così l’11 marzo 2012, in votazione, il popolo ha tirato il freno d’emergenza e l’iniziativa Weber è stata accettata dal 50,6% dei votanti. Non solo nei Cantoni dell’altopiano industrializzato, ma anche nei Cantoni di montagna una buona fetta di votanti ha detto sì (grigionesi 43%, ticinesi 46%, glaronesi 48%, bernesi 55%).

La Legge sulle residenze secondarie entra in vigore nel 2016 (vedi prossimo capitolo “Legge sulle residenze secondarie”).


“Io ho sostenuto l’iniziativa sulle residenze secondarie… Le analisi del mercato mostrano che il motivo principale per i viaggi in Svizzera è la bellezza della natura. Non sono mai i pendii edificati che attirano i turisti. Per questo si è detto basta al momento giusto. Al più tardi fra dieci o quindici anni si vedrà che l’accettazione dell’iniziativa sulle residenze secondarie era giusta.”

Jürg Schmid, Direttore di SvizzeraTurismo, intervista nella Posta Ladina/Engadiner Post, 15 marzo 2014

Sì alla revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT)
Ogni secondo scompare un metro quadrato di verde – e questo succede ormai da anni! E il modo in cui in Svizzera il prezioso territorio viene dissipato non è né sostenibile né parsimonioso, come previsto dalla Costituzione federale. La cementificazione di interi paesaggi ne è la conseguenza, accompagnata dall’aumento del traffico e da cospicui costi per le infrastrutture di Cantoni e Comuni. Il terreno coltivo si riduce continuamente, la diversità del paesaggio diminuisce e gli ambienti vitali di tante specie spariscono. Quale Svizzera troveranno le generazioni future, se continuiamo così?

Come prima firmataria dell’Iniziativa per il paesaggio, che voleva frenare l’espansione disordinata degli insediamenti con l’aiuto del popolo, mi sono impegnata nella CAPTE e in Consiglio nazionale per la netta separazione fra zona edilizia e territorio fuori zona, per la protezione dei terreni coltivabili, per il ridimensionamento delle aree edificabili troppo estese, per il prelievo del plusvalore in caso di nuovi azzonamenti, per piani direttori cantonali più severi, per il coordinamento della pianificazione e del traffico, per uno sviluppo più compatto, che preservi il paesaggio e continui a garantire un’alta qualità di vita.

Il Parlamento, considerata la pressione causata dalla nostra Iniziativa per il paesaggio, ha rafforzato in modo soddisfacente le regole fondamentali della LPT e provocato così il ritiro dello strumento popolare già depositato. Il 3 marzo 2013 mi sono rallegrata del risultato della votazione, un chiarissimo sì alla revisione della LPT, che ha letteralmente sgominato gli argomenti dei fautori del referendum. Ora tocca a Confederazione e Cantoni applicare in modo coerente le nuove regole.

No ai giochi olimpici invernali St.Moritz 2022
Dopo un’intensissima campagna, il 3 marzo 2013 il „Comitato antiolimpico“, che ho presieduto, ha potuto festeggiare un bel 53% di no di cittadine e cittadini grigioni ai giochi olimpici invernali a St.Moritz e Davos. Il no del popolo era ben motivato. Anche se l’entusiasmo suscitato fra le cerchie degli sportivi dall’idea di vivere i giochi olimpici invernali nel nostro Cantone è ben comprensibile, la realizzazione di giochi di proporzioni sempre più gigantesche pone al paese che li organizza problemi sempre più difficilmente controllabili. Di fronte a un utile economico ridotto stanno enormi costi per la mano pubblica (Comuni, Cantone e Confederazione) e un impatto ambientale non trascurabile. Dopo le esperienze fatte a Torino nel 2006 e a Vancouver nel 2010 – per non parlare di Sotschi nel 2014! – tutto questo è ormai ben noto e provato. Il popolo grigione, come fra altri poi anche Monaco di Baviera, Stoccolma e Oslo, non ha voluto correre questi rischi. Oggi anche il Comitato olimpico internazionale (CIO) si è accorto che non può più continuare sulla strada finora seguita.

Il Grigioni per l’energia pulita senza carbone
Nelle due votazioni del 2013 e del 2015 il popolo grigione ha lanciato un esplicito segnale per l’energia pulita, sentito con piacere fino a Berna. Si tratta ora di mettere coerentemente in pratica i concetti energetici approvati anche dal Gran Consiglio e la nuova strategia sostenibile per Repower con l’abbandono definitivo del progetto di Saline Joniche, aspramente combattuto anche in Calabria. Le centrali a carbone sono oggi le principali concorrenti della nostra energia idroelettrica sul mercato europeo e le loro emissioni di CO2 contribuiscono al surriscaldamento del clima con le sue gravi e costose conseguenze per le regioni di montagna. La promozione di centrali a carbone non è nell’interesse del nostro Cantone alpino!

 

  1. Temi centrali del mio lavoro politico

Natura, ambiente, lingue e cultura, il futuro delle regioni di montagna, la parità fra uomo e donna, l’apertura al mondo: questi sono da sempre i miei principali interessi politici. Quale deputata socialista mi impegno naturalmente anche per le altre mete del PS, in particolare per la giustizia sociale.

 

Sì alla strategia energetica 2050
Nel 2011, in seguito alla catastrofe di Fukushima, il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso l’abbandono graduale dell’energia atomica e quindi la progressiva trasformazione del sistema energetico svizzero. Per oltre un anno la CAPTE ha lavorato sulla Strategia energetica 2050 del Consiglio federale, un primo importante passo per realizzare l’auspicata svolta. Le mete principali da raggiungere sono, oltre all’abbandono del nucleare anche la riduzione del consumo di energie fossili e delle emissioni di CO2 dannose per il clima, lo sfruttamento sistematico dei potenziali di efficienza energetica e la promozione equilibrata delle energie rinnovabili. Importante: Un calendario vincolante per la chiusura delle nostre vetuste centrali atomiche allontana il rischio di catastrofi nucleari e dà via libera alle energie rinnovabili, compresa la forza idroelettrica. Nel quadro dei lavori parlamentari, mi sono impegnata per uno sviluppo delle energie rinnovabili rispettoso della natura e del paesaggio. E per le regioni di montagna ho difeso i canoni d’acqua, sotto pressione da varie parti!

La svolta energetica rappresenta un’opportunità unica anche per la Svizzera italiana, dove oltre all’energia idroelettrica già largamente sfruttata anche l’energia solare dispone di un grande potenziale ancora da valorizzare. L’incentivazione del risparmio energetico nel settore edilizio favorisce l’economia locale e posti di lavoro qualificati.

Legge sulle residenze secondarie (LRS) e albergheria
Dopo una dura battaglia parlamentare nel 2015 è stata varata la LRS, che entra in vigore nel 2016. La LRS imita chiaramente la costruzione di nuove residenze secondarie non amministrate, ma concede tante eccezioni alle regioni turistische per trasformare edifici esistenti in case di vacanza. Con questo compromesso è stato raggiunto – almeno parzialmente – l’auspicato freno alla costruzione di residenze secondarie. Tengo ad evidenziare che la maggioranza borghese nei due rami del Parlamento non ha voluto valutare in modo specifico la realtà delle regioni periferiche, dove le residenze secondarie non sono la conseguenza della speculazione, ma dell’emigrazione. Inoltre mancano tuttora migliori strumenti per promuovere l’urgente modernizzazione dei tanti alberghi di media categoria nelle regioni di montagna. Ho inoltrato due mozioni su questo tema (v. interventi parlamentari). L’albergheria rappresenta il principale pilastro del turismo e va rafforzata!

Zweisprachig è bello!
Una grande soddisfazione rappresenta per me l’accettazione della mia mozione Strategia per promuovere le scuole dove si insegna in due lingue nazionali“ da parte prima del Consiglio federale e poi delle due Camere. Con il metodo immersivo si possono imparare e curare con più piacere e in modo più efficace le nostre lingue nazionali – anche l’italiano, oggi marginalizzato in Svizzera al di fuori del suo territorio di diffusione tradizionale. L’immersione linguistica viene praticata con successo in vari paesi del mondo, nella Svizzera quadrilinge invece questo potenziale viene ancora poco sfruttato. Il Cantone dei Grigioni svolge qui un’attività pionieristica. Esempio: Dal 2000 a Coira (in seguito a un mio postulato nel Consiglio comunale) si possono frequentare facoltativamente classi bilingui (tedesco/italiano, tedesco/romancio) dalla scuola dell’infanzia fino alla maturità, un’offerta molto gradita da genitori e alunni. La metà delle materie viene insegnata in tedesco, l’altra metà in italiano o in romancio. Gli alunni imparano fin dall’inizio a pensare e comunicare nelle due lingue. Così si raggiunge anche nella seconda lingua un’elevata competenza. Chi cresce in un contesto bilingue sviluppa una maggiore sensibilità per le differenze e le specificità culturali. E questo costituisce oggi un vantaggio anche nel mondo del lavoro – e per la Svizzera plurilingue.

L’italianità esiste anche a Berna
Per rafforzare l’italiano mi sono impegnata anche in altri modi. Con il consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR/TI) ho assunto la presidenza dell’intergruppo „Italianità“, fondato nel 2012 con lo scopo principale di sensibilizzare colleghi e colleghe in Parlamento sulle difficoltà e sull’importanza dell’italiano in Svizzera. Ho utilizzato poi anche vari strumenti parlamentari per rendere attenta l’amministrazione federale su singole questioni come la lacuna nell’informazione della minoranza nella minoranza, ovvero del Grigioni italiano, oppure la necessità di pubblicare più bandi d’appalto in italiano (v. interventi parlamentari). Grazie al Messaggio sulla cultura 2016-2019, accettato dal Parlamento, la lingua e cultura italiana godrà nei prossimi anni di un sostegno mai visto prima da parte della Confederazione. Verranno intensificati gli scambi culturali e scolastici tra le regioni e l’italiano verrà promosso in particolare al di fuori della Svizzera italiana. Ci sarà un maggiore sostegno anche per le traduzioni. E la promozione delle scuole bilingui potrebbe rivelarsi molto efficace.

Quale futuro per le regioni di montagna?
L’importanza dell’arco alpino tende a diminuire di fronte alla forza delle crescenti agglomerazioni urbane. Molte regioni di montagna sentono di avere l’acqua al collo, credono in progetti eccezionali e sognano investimenti da parte di qualche straniero facoltoso… Il franco forte aggrava la già difficile situazione del turismo, gli errori del passato con la cementificazione e le residenze secondarie si fanno sentire, mancano le idee innovative. L’albergheria è in difficoltà, perché mancano i capitali per l’urgente modernizzazione delle strutture, mentre la concorrenza nelle nostre vicinanze non ha dormito. A causa dei prezzi bassi sul mercato europeo anche l’energia idroelettrica, pulita e rinnovabile, si rivela oggi meno redditizia di qualche anno fa. L’energia idroelettrica resterà però anche in futuro il principale pilastro del rifornimento energetico nazionale e i canoni d’acqua li difenderemo con forza! Le regioni di montagna hanno ancora tanto da offrire, soprattutto se contano sulle proprie forze e sui propri valori. Con il raddoppio del sostegno ai parchi regionali e ai nuovi parchi nazionali nel 2014 il Parlamento ha lanciato un segnale molto significativo in questa direzione. E anche la promozione del turismo come pure il Fondo per lo sviluppo regionale, rinnovati e meglio dotati nel 2015, forniscono contributi importanti per valorizzare i potenziali esistenti. Insufficiente resta ancora il sostegno alla modernizzazione degli alberghi, che non dispongono di capitale proprio per potersi rinnovare e corrispondere meglio alle richieste degli ospiti (v. interventi parlamentari). La mia proposta di creare una piattaforma nazionale gratuita per tutte le riservazioni online di camere d’albergo e appartamenti di vacanza non ha trovato il consenso del Consiglio nazionale. E pensare che l’Alta scuola per l’economia e il turismo vallesana in uno studio ha calcolato che in media ogni albergo paga 30’000 franchi all’anno di commissioni alle strutture per le riservazioni online! L’agricoltura di montagna a sua volta riceve nuovi impulsi dalla politica agraria 2014-2017, che promuove con vari strumenti le particolarità alpine (alpeggi, pendii ripidi, biodiversità, paesaggi culturali). E nel 2015 prende il via anche una strategia per migliorare e coordinare la politica della Confederazione e dei Cantoni per le regioni di montagna. L’elaborazione delle diverse politiche settoriali in passato non avveniva sempre in modo coordinato. Con più attenzione si dovranno curare anche i rapporti alpini transfrontalieri (Convenzione delle Alpi, strategie macroregionali dell’UE).

E per difendere l’arco alpino: No al secondo tubo al Gottardo!

Troppi pesticidi
Mi sono occupata di questa tematica in Commissione e con interpellanze (v. interventi parlmentari). I pesticidi sono molto problematici, perché possono mettere in pericolo anche la salute umana. Nella primavera 2015 l’agenzia per la salute dell’ONU (OMS/WHO) ha reso noto che il glifosato, un prodotto largamente usato dagli agricoltori ma anche dai privati, sarà classificato fra i “probabili cancerogeni”. I riscontri sul suo effetto nocivo per la salute umana sono numerosi.

Le acque svizzere contengono un vero e proprio cocktail di pesticidi, provenienti soprattutto dal settore agricolo, come ha dimostrato nel 2014 uno studio dell’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG). Il Consiglio federale è ben cosciente di questa situazione: „Se non verranno adottate misure nuove ed efficienti, l’inquinamento delle acque dovuto ai prodotti fitosanitari continuerà a essere elevato.“ Al momento il Consiglio federale sta elaborando un piano d’azione, analogo a quello previsto dall’UE, volto a ridurre ulteriormente i rischi dei pesticidi e a promuoverne un utilizzo sostenibile. Dovrebbe essere pronto nel 2016. Meglio sarebbe comunque orientarsi all’agricoltura biologica, che non usa pesticidi!

Non solo il miele…
Si ritiene che certi pesticidi contenenti nicotinoidi siano particolarmente dannosi per le api. La morìa delle api preoccupa in tanti paesi, anche in Svizzera, anche nella Svizzera italiana, anche nelle regioni di montagna. L’impollinazione svolta da api e bombi rappresenta un elemento irrinunciabile dell’ecosistema e un importante anello della catena alimentare. Le cause della morìa delle api non sono ancora del tutto note. Per questo la CAPTE – grazie anche al mio intervento – ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un piano d’azione nazionale per la salute delle api. L’obiettivo di tale piano d’azione è stabilire con maggiore precisione, entro la fine del 2015, su base scientifica, le cause della morìa di api (anche delle api selvatiche), di elaborare strategie appropriate e di adottare poi le misure necessarie. Gli effetti dell’uso di pesticidi saranno studiati avvalendosi di test scientifici in pieno campo e secondo le pratiche agricole svizzere. Ora attendiamo il piano con le misure…

Littering e rifiuti – non sprecare le risorse!
Il „littering“ è una piaga della moderna società dell’usa e getta. E per quanto riguarda i rifiuti, la Svizzera detiene il record negativo di tutta l’Europa: produciamo ogni anno quasi 700 kg di rifiuti a testa, mentre la media europea è di 500 kg. Si stima che un terzo dei generi alimentari presenti sul mercato finisca fra i rifiuti.

Con una mozione intendevo migliorare almeno il riciclaggio delle bottiglie in PET. Non è stata accettata. E pensare che secondo l’UFAM, nel 2013 il 17% degli imballaggi in PET, pari a quasi 8’000 tonnellate, non è stato riciclato! In cifre assolute questo dato è impressionante: il 17% corrisponde infatti a una quantità giornaliera di oltre 637’000 bottiglie in PET (con un peso medio di 34 grammi), ogni giorno 637’000 bottiglie! Il sistema di raccolta, seppur efficiente, presenta senza dubbio un margine di miglioramento. Poiché non si vuole reintrodurre il deposito sulle bottiglie, bisognerebbe almeno intensificare gli sforzi per il riciclaggio, tanto più che per produrre un kg di PET ci vogliono quasi due kg di petrolio.

Per raggiungere l’obiettivo di un’economia ecosostenibile dobbiamo elaborare le condizioni-quadro adatte a soddisfare gli interessi sia della politica ambientale sia della politica economica. E senza dimenticare che oltre la metà dell’impatto ambientale del consumo svizzero colpisce l’estero, prevalentemente i Paesi emergenti o in via di sviluppo. Per questo mi impegno sia per il controprogetto indiretto elaborato dal Consiglio federale che per l’iniziativa popolare per “Un’economia verde”. Non possiamo continuare a consumare le risorse naturali come se disponessimo di 2,8 pianeti!

 

  1. E la prossima legislatura (2015-2019)?

Nel campo della natura, dell’ambiente e dell’energia, nel quale sono particolarmente attiva quale membro della CAPTE, ci sarà tanto da fare anche nella prossima legislatura.

Ecco alcuni esempi:

  • La discussione parlamentare sulla Strategia energetica 2050 sarà conclusa solo nel 2016! Toccherà al nuovo Parlamento decidere se riusciremo finalmente ad abbandonare l’energia atomica e ad incamminarci sulla via di un rifornimento energetico sostenibile – oppure no. Anche il popolo avrà l’occasione di esprimersi, poiché il referendum da parte dell’UDC è già annunciato. Importanti saranno anche le decisioni al riguardo della seconda tappa riguardante le tasse di incentivazione.

  • I ghiacciai e i fianchi delle montagne, le colture agricole e le foreste, l’uomo e la natura: tutto e tutti sono toccati dai mutamenti climatici. Il più recente rapporto degli esperti sul clima dimostra chiaramente come il clima sulla Terra si riscaldi. La riduzione delle emissioni di CO2 resta la misura più importante per la protezione del clima. E la Svizzera (e il resto del mondo) fa troppo poco!

  • La biodiversità in Svizzera è sotto pressione, gli spazi naturali diminuiscono, la quota di specie minacciate è elevata. È quanto ha constatato per l’ennesima volta lo studio di 35 istituzioni scientifiche nell’aprile 2015. Il nuovo Parlamento dovrà decidere con quali misure si metterà in atto insieme ai Cantoni il piano d’azione elaborato dal Consiglio federale sulla base della Strategia biodiversità, già approvata in questa legislatura. In rapporto alla sua superficie la Svizzera dispone del più basso tasso di riserve naturali di tutti i paesi europei.

  • Il nuovo Parlamento dovrà occuparsi anche della realizzazione dei piani d’azione per la riduzione dei pesticidi e per la salute delle api.

  • La protezione dei paesaggi d’importanza nazionale documentati nell’Inventario federale IFP sta a sua volta sotto pressione. Non è nell’interesse del nostro Paese se viene indebolita, anzi, dev’essere migliorata almeno nella misura proposta dal Consiglio federale.

  • Nel 2017 scadrà la moratoria relativa a un’agricoltura senza OGM. Per me è chiaro: la moratoria si dovrà prolungare. O meglio ancora, la Svizzera si decide per un’agricoltura senza tecnologia genetica, com’è il caso della Baviera, che nel 2014 ha aderito alla Rete europea delle regioni senza OGM, comprendente 62 regioni in nove paesi europei, fra cui i nostri vicini in Austria, Germania, Francia e Italia. In Svizzera già due cantoni rinunciano alla coltivazione di OGM: Friburgo e Ticino. Anche i cantoni Giura e Grigioni procedono su questa strada. Nell’agricoltura biologica gli OGM sono vietati.

  • La Politica agricola 2014-2017 rappresenta soprattutto per la nostra agricoltura di montagna un passo nella giusta direzione, come hanno constatato sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati. Nei prossimi anni si tratta di consolidare questi progressi. La varie iniziative già inoltrate o in fase di raccolta delle firme sono tutte inutili – anche quella dell’Associazione svizzera dei contadini. Malgrado la continua perdita di terreno coltivo dovuto alla forte attività edilizia, il tasso di autoapprovigionamento si muove fra il 59 e il 64%. Nemmeno con la „battaglia del grano“ durante la Seconda guerra mondiale era così alto (59%). Il continuo aumento della produzione attraverso un’agricoltura sempre più intensiva danneggia il terreno coltivo e la natura e porta meno, non più sicurezza alimentare.

  • Il ritorno dei grandi predatori indigeni lince, lupo e orso è positivo per la biodiversità e per il bosco, ma causa anche preoccupazioni, qualche volta persino paura e soprattutto lavoro supplementare agli allevatori di pecore. Per questo ho comprensione per chi ha un atteggiamento critico nei confronti dei grandi predatori. Ciononostante sono richieste tolleranza e buona volontà da parte della popolazione. Confederazione e Cantoni si impegnano per rendere possibile la convivenza sostenibile di uomo, animali da reddito e grandi predatori. Elemento centrale rimane la protezione e la cura delle greggi, che in collaborazione con gli allevatori ha già dato buoni frutti. I contributi per pecore e capre custodite sono aumentati con la Politica agraria 2014-2017 ed eventuali danni vengono risarciti.

La biodiversità, che rende possibile la vita sul nostro pianeta, è composta da comunità di diversi organismi che si influenzano a vicenda – e ogni specie conta. L’influsso del lupo sul bosco e sulla selvaggina dimostra, per esempio, quanto gli scambi fra le singole specie sia più complesso di quanto si possa immaginare. Per questo spetta a noi prenderci cura della biodiversità e impedire che i grandi predatori vengano sterminati un’altra volta.

Nei vari altri campi della politica condivido le mete che il Gruppo socialista ha elaborato per la prossima legislatura: Per tutti – senza privilegi! Al centro stanno per me gli interesse della comunità e dei membri più deboli della nostra società. Numerose sfide ci aspettano, come per esempio la revisione dell’AVS o le misure di risparmio della Confederazione. E l’italianità e le lingue nazionali minoritarie hanno bisogno di sostegno anche in futuro. Nella prossima legislatura dobbiamo regolare inoltre il nostro rapporto con l’UE. Naturalmente dobbiamo considerare criticamente gli sviluppi in atto nell’UE. Per me è però centrale mantenere un rapporto costruttivo con i nostri vicini. In questo contesto i trattati bilaterali e il loro ulteriore sviluppo stanno oggi e nei prossimi quattro anni in primo piano. È auspicabile che l’attuale crisi rafforzi l’UE e ne favorisca l’evoluzione verso uno stato federale veramente democratico, che valorizzi le identità nazionali e costruisca legami di solidarietà fra i paesi più forti e quelli meno fortunati – come quello svizzero. E per quanto riguarda l’applicazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa: una nuova votazione popolare dovrà chiarire il nostro rapporto con l’UE. Riforme progressiste per la riduzione dell’immigrazione a livello nazionale sono benvenute. Una migliore integrazione nel mondo del lavoro delle persone con più di 50 anni, delle donne, dei giovani, dei disabili e dei rifugiati, più asili nido, più possibilità di formazione per medici e personale sanitario, misure contro il dumping salariale e fiscale: tutto questo è utile ed efficace!

La triste sorte dei profughi pesa anche sulla nostra coscienza. Come agire di fronte alle migliaia di profughi che affollano le rive del Mediterraneo? Come agire di fronte alla guerra e alle barbarie e alla corruzione, di fronte ai vecchi e nuovi rapporti coloniali che generano tanta miseria e tanta ingiustizia e sono all’origine delle correnti migratorie? Noi tutti, ogni paese è chiamato ad aiutare concretamente, entro i propri limiti. E la Svizzera benestante non si impegna troppo, come affermano certi esponenti conservatori: nel 2014 sono stati accolti 6’000 profughi (e siamo 8 milioni di abitanti). Importante è anche occuparsi delle cause. Un esempio: l’iniziativa popolare per multinazionali responsabili, lanciata da un’ampia coalizione, di cui fanno parte oltre 60 organizzazioni provenienti dall’ambito della politica di sviluppo, dei diritti umani, dei diritti delle donne, della protezione dell’ambiente, delle Chiese, ma anche dei sindacati e degli azionariati. (http://konzern-initiative.ch/?lang=it). E perché pretendere continuamente risparmi sull’aiuto allo sviluppo? La Svizzera è ancora lontana dalla meta dello 0,7% del PIL richiesto dall’ONU per promuovere la formazione, le infrastrutture e lo stato di diritto nei paesi poveri! Solo l’impegno per un mondo più giusto ha futuro, non la chiusura egoistica.

Le elezioni dell’autunno 2015 sono fondamentali per il clima politico dei prossimi quattro anni. Basta un minimo spostamento a destra per cambiare le maggioranze in Parlamento e in Consiglio federale. Spero che non avvenga.

Coira, agosto 2015